Pubblicato il: 31/07/2017 17:20

Dormire o fare l'amore? E' un dilemma che si consuma sotto le lenzuola e che, almeno fra gli umani, ha il potenziale di scatenare liti insanabili fra lui e lei. Ma la scienza offre un motivo in più per fare la pace, un alibi che potrebbe mettere l'uomo assonnato al di sopra di ogni sospetto. E a suggerirlo è la lezione che arriva dal moscerino della frutta. Perché la scelta fra questi due imperativi in concorrenza è un problema comportamentale che accomuna molte specie, assicurano gli esperti.

E studiando le coppie di insetti, si è scoperto che è l'istinto naturale a guidare in maniera diversa maschi e femmine nella scelta fra due attività entrambe fondamentali. Tutto dipende da una 'centralina' nel cervello: gli autori di uno studio pubblicato su 'Nature Communications' hanno identificato una connessione neuronale che regola nella 'Drosophila' l'interazione tra corteggiamento e sonno.

Si parte da una certezza. "Un organismo può fare solo una cosa alla vota", spiega Michael Nitabach, professore di genetica e fisiologia molecolare e cellulare alla Yale University (Usa), autore corrispondente del lavoro condotto in collaborazione con scienziati del Janelia Research Campus dell'Howard Hughes Medical Institute (Usa), della Southeast University (Cina) e dell'University of San Diego (Usa). Gli studiosi hanno indagato sull'attività neuronale coinvolta in entrambi i comportamenti e hanno scoperto che quando i maschi vengono privati ​​del sonno mostrano poco interesse per il corteggiamento, mentre la mancanza di riposo non ha alcun effetto sul comportamento femminile in fatto di accoppiamento.

La condotta del moscerino maschio, secondo gli scienziati, è facilmente spiegabile chiamando in causa un comportamento adattativo: addormentarsi durante il sesso non è un buon modo per trasmettere i propri geni, sarebbe il faro che li guida. Ma resta una domanda, visto che l'eccesso di veglia non piega le femmine: perché le 'moscerine' risultano ancora recettive alle 'avance' maschili anche quando assonnate? "Potrebbe essere – risponde Nitabach – che le femmine non possono permettersi di rinunciare a un potenziale spasimante idoneo all'accoppiamento, non importa quanto siano stanche".

Quello che sembra emergere, continua lo scienziato, "è che il comportamento sostenuto dalla maggior spinta biologica sopprime l'altro". Oltre a identificare questa condotta sessuale specifica, il team ha anche rivelato le sottostanti connessioni funzionali tra distinti centri neurali che mediano il sesso e il sonno. Gli esseri umani, avverte Nitabach, potrebbero avere un meccanismo simile per giudicare cosa sia meglio fare quando la voglia di dormire e quella di fare l'amore entrano in competizione.

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